In ITALIAIl regio decreto n. 246 del febbraio 1938, articolo 1, sancisce l'obbligo del versamento di una imposta relativa alla «detenzione di apparati atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive indipendentemente dalla qualità o dalla quantità del relativo utilizzo»
In Italia dopo molte sentenza della cassazione si è sancito la natura del canone come imposta e nn come tassa.In effetti si paga a prescindere dalla effettiva ricezione dei canali televisivi di stato,e viene in pratica addebitata ai possessori di tv capaci di trasmettere i segnali nell'etere...
In italia vi sono 2 tipi di abonamento,uno ordinario per l'uso familiare e un'altro all'uso nell'esercizio di un'attività commerciale e/o a scopo di lucro diretto o indiretto,che prevedono diverse tabelle di costi e modalità di applicazione.
Vi sono casi particolari in cui non si è tenuti al pagamento dell'imposta:
- Quando il contribuente ceda tutti gli apparecchi in suo possesso, dando esatta comunicazione delle generalità e indirizzo del nuovo possessore.
- Quando il contribuente comunichi di non essere più in possesso di alcun apparecchio, fornendone adeguata comunicazione (ad es. per furto o incendio).
- Quando il contribuente richieda che il suo apparecchio sia reso inutilizzabile (operazione eseguita per conto dell'intendenza di finanza mediante avvolgimento dell'apparecchio in sacco di juta chiuso da sigilli.
- I militari delle Forze Armate Italiane, ma limitatamente agli apparecchi di uso comune destinati a visione collettiva in ospedali militari, Case del soldato e Sale convegno dei militari delle Forze armate (perciò la detenzione di apparecchi ad utilizzo familiare o affine all'interno di un alloggio, quantunque eventualmente situato in seno a strutture militari, sempre obbliga al pagamento del canone)
- I militari di cittadinanza straniera appartenenti alla Forze Nato, purché presentino autocertificazione o dichiarazione del loro comando.
- Gli agenti diplomatici e consolari dei Paesi che in condizione di reciprocità a loro volta esonerino i loro colleghi italiani da eventuali obblighi analoghi.
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ECCEZIONE SPAGNA
Non siamo gli unici,anzi siamo quelli che tra i maggiori stati europei paghiamo di meno...tranne la spagna che nn lo paga,anzi zapatero annuncia di diminuire la pubblicità nei 2 canali di stato spagnoli da 10 minuti ogni ora a 9 minuti di interruzioni pubblicitarie nel 2010...Accogliendo sia l'associazione spagnola di inserzionisti ha chiesto al governo di ''impegnarsi ad applicare la direttiva'' europea, osservando che ''l'alta saturazione pubblicitaria che caratterizza i canali spagnoli colpisce molto negativamente l'efficacia della comunicazione commerciale''.
IN FRANCIA
La francia applica una cifra leggermente maggiore alla nostra ma le televisioni pubbliche nn commerciali,sono appunto senza pubblicità dalle 20.00 alle 6.00...Durante le prime giornate di taglio pubblicitario sono stati 3 milioni gli spettatori in più rispetto al normale a restare inchiodati davanti ai propri teleschermi. Per ovviare al deficit di entrate dovuto a questo provvedimento verranno tassate tutte le apparecchiature in grado di trasmettere segnali televisivi quali telefonini 3G e PC collegati ad Internet.
FORTEZZA 87
FONTE : http://fortezza87.blogspot.com
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