In Questo articolo vi mostriamo i maggiori siti musicali italiani e esteri con una breve recenzione che vi aiuterà nella scelta del vostro portale di musica.
I siti di musica sono stati tra i primi a nascere nel Web perché digitalizzando musica e commercializzare le ultime hit le etichette musicali intendevano aumentare le vendite.Questo strumento gli si è ritorto contro con nascita di Napster e ai programmi peer to peer vedendo crollare le vendite. Ricorsi legali contro Napster(nel 2001) e WinMX(2005) a causa di una presunta violazione dei diritti d'autore da parte dei nascenti programmi di condivisione de file hanno portato ad un vero e proprio boom di altri client P2P come eMule, KaZaA e Bit Torrent di fatto l'accanimento contro tali sistemi di condivisione fù controproducente per le etichette discografiche.
Oggi vedremo e analizzeremo i maggiori siti di novità e approfondimento di musica trascurando o vedendo di striscio il più grande fenomeno della rete moderna:la condivisione attraverso il sistema del Peer to Peer che meriterà sicuramente un'approfondimento a parte.
Tra i siti più completi e più ben fatti con contenuti multimediali gratuiti è sicuramente il sito della nota rivista rollingStone www.rollingstone.com è in inglese

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Mi sembra doveroso pubblicare l'articolo che in data 4 Settembre 2009 è comparso sul sito della Onlus Bortolani e in risposta all'inchiesta di Byoblu.com

Caso microscopio: aggiornamento


In attesa di depositare in Tribunale le denunce a carico del Sig.Stefano Montanari, pubblichiamo l’interessante inchiesta di ValeriaRossi, giornalista ed editrice della rivista on line Il Ponente(www.ilponente.com) dal titolo:  “Il punto sul “caso Montanari” e sulmicroscopio elettronico” riportata all’indirizzo internet http://95.211.14.139/?p=17727.
4 Settembre 2009, di VALERIA ROSSI – Dopo lapubblicazione dell’intervista al dottor Montanari e il successivocolloquio con Marina Bortolani, che mi ha portato a togliere lasuddetta intervista dal giornale, ho cercato di raccogliere quanto piùmateriale possibile per fornire una panoramica completa dei fatti.
Ho scambiato telefonate e mail con la Onlus Carlo Bortolani, con lostesso dottor Montanari e con altre persone direttamente coinvolte neifatti, l’ultima delle quali è stata Sonia Toni, ex moglie di BeppeGrillo tuttora in ottimi rapporti con lui, che ha curato una lungaserie di conferenze del dottor Montanari e promosso la pubblicazione dialcuni suoi libri.
Premetto che la verità in tasca non l’avevo prima e non ce l’ho neancheoggi: ma avendo pubblicato e  successivamente “s-pubblicato”un’intervista su questo tema, ritengo di dover comunicare ai lettorialmeno i fatti – comprovati da testimonianze o documenti – di cui sonovenuta in possesso.
Da questi emerge che  la decisione di donare il microscopio elettronicoall’università di Urbino è stata motivata  principalmente da duefattori:
a) l’utilizzo di questa apparecchiatura dalla Nanodiagnostics srl ancheper scopi commerciali (analisi a pagamento) e non esclusivamente per laricerca, come era stato invece dichiarato nel corso della raccoltafondi;
b) il fatto che la stessa raccolta fondi sia partita sulla base diquello che potremmo definire “un equivoco” o più crudamente “unamanipolazione” del dottor Montanari ai danni di Beppe Grillo, scopertasolo in un secondo tempo.

I fatti: il dottor Montanari contattò Beppe Grillo,nel 2006, lamentando  quello che definì lo “scippo” del microscopioelettronico a quel tempo in uso alla Nanodiagnostics, ad operadell’Università di Modena.
Montanari sosteneva che questo microscopio era stato pagato, almeno inparte, con suo denaro personale e che l’unica motivazione per cui siera deciso il trasferimento era il fatto che le sue ricerche,evidenziando la pericolosità delle nanoparticelle (prodotte in larga misura  dagli inceneritori), avessero infastidito qualche potere forte.
La motivazione poteva  essere credibile e non è escluso che, del tutto o in parte, fosse anche reale:  nonfu reale, però, il racconto che Montanari fece a Grillo sul fatto chepericolose  nanoparticelle fossero state rinvenute, a seguito delle suericerche, in una serie di diffusissimi e notissimi prodotti alimentari.
Montanari disse a Grillo di aver scritto a tutte le aziende interessatee di non aver mai avuto alcuna risposta. Grillo, indignato da questifatti gravissimi, invitò Montanari a partecipare ad una serie dispettacoli in cui, oltre a dare direttamente spazio al dottore,mostrava l’elenco dei prodotti incriminati e delle sostanze nocive cheerano state trovate al loro interno grazie alle ricerche dello stessoMontanari e di sua moglie, la dottoressa Gatti.
Nel video che potete vedere qui sotto si vede e si sente chiaramenteStefano Montanari che alla domanda: “Stefano, le ditte hanno mairisposto?”  esclama:  “No, no, mai!”. (clicca qui per rivedere il video)
Peccato  che…sorpresa! Nel 2007, in un’intervista a “Disinformatico” (che potete ancora leggere integralmente sul sito  www.attivissimo.net) il dottor Montanari afferma che la storia  delle nanoparticelle neiprodotti alimentari è stata manipolata e distorta nei contenuti.
Testualmente, afferma:  “lacosa parte giusta, nel senso che quello che è stato detto di base,all’origine di tutto c’è una cosa quasi giusta. Poi, poi si èestrapolato e si sono dette delle cose che assolutamente noncorrispondono al vero, ma proprio minimamente“.
Montanari spiega (qui riassumo brevemente, ma consiglio la letturadell’intervista intera) che lui e sua moglie, la dottoressa Gatti,hanno pescato a caso ed analizzato alcuni prodotti presi sugli scaffalidei supermercati.
E specifica:  “Attenzione,questo è fondamentale: di ogni prodotto noi abbiamo esaminato un pezzo,uno , non di più, cioè non abbiamo preso un lotto, due lotti, trelotti, dieci lotti, come si dovrebbe fare se si fa un controllonormale, di legge, eccetera e si va a vedere che cosa c’è in tuttiquesti prodotti. Noi abbiamo preso una scatola di quel tipo dibiscotti, un barattolo di quell’omogeneizzato, eccetera, e abbiamoesaminato. E abbiamo visto che in gran parte di questi prodotti, nontutti certamente, ci sono queste polveri che noi cerchiamo“.
In pratica si era  trattato di controlli casuali, che avevanosicuramente evidenziato un possibile problema di inquinamentoambientale ma che non avevano e non potevano avere alcuna valenza scientifica,visto che poter definire una prova “scientifica” occorrono, come inparte ammette lo stesso Montanari, campionature mirate, analisiprotocollate e, ovviamente, la pubblicazione dei risultati.
In assenza di tutto questo, Montanari non disponeva di alcuna vera“prova” da poter presentare alle ditte produttrici… e infatti nonscrisse mai neppure una riga a queste ditte, come sostiene nella stessaintervista, sbugiardando Beppe Grillo.
Ecco le sue testuali parole:  “la lettera che noi avremmoscritto a queste industrie: la lettera non esiste, non abbiamo maiscritto niente a nessuna industria, mai. Mai perché non abbiamo maimesso sotto accusa nessuno, cioè l’unico, l’unico ente che abbiamomesso sotto accusa è lo Stato, cioè chi legifera, chi non fa leggi percontrollare questo tipo di inquinamento. Noi non abbiamo mai scrittonulla a nessuno. Quindi se non abbiamo mai scritto è chiaro che nessunoci risponde. Non c’è lettera, non c’è risposta“.
Eppure, nel video, si vede chiaramente Grillo che parla di questelettere e si sente altrettanto chiaramente Montanari che non solo nonsi sogna di smentirlo, ma avvalora le sue parole ( “Hanno mai risposto,Stefano?” “No, no, mai!”).
Inoltre Grillo, come si vede sempre chiaramente nel video, espone una“lista nera” di prodotti senza che Montanari, presente sullo stessopalco,  si sogni di intervenire, di spiegare che si è trattato dicampionature casuali,  insomma di specificare, come fa invecenell’intervista, che “dare un elenco di prodotti da mettere all’indicenon ha nessun significato scientifico”.
E non è tutto qui, purtroppo.
Un altro dato di fatto è che non siano mai state prodotte le prove(richieste più volte) del fatto che il primo microscopio elettronicofosse stato pagato anche con i soldi dei due ricercatori.
Ma il dato di fatto ancor più eclatante è che il primo microscopioelettronico (quello “scippato” , secondo la prima versione diMontanari) sia lo stesso microscopio con cui la dottoressa Gatti sta tuttora lavorando al progetto europeo  DIPNA.
Sì, il microscopio è ancora in uso alla stessa ricercatrice: è conquello che porta avanti le sue ricerche, e non con il secondomicroscopio, quello acquistato con la raccolta fondi.
Lo ammette, ancora una volta, lo stesso Montanari: “Ilmicroscopio ci è stato tolto ormai già dal giugno del 2006, è rimastoimballato per nove mesi all’università di Modena, è stato riassemblato,rimontato diciamo così, di nuovo a spese nostre, perché noi adesso conquel microscopio portiamo avanti un altro progetto europeo“.
Dunque, il primo microscopio non venne mai  realmente “sottratto” allericerche della dottoressa Gatti, ma semplicemente “spostato” dallaNanodiagnostics di Modena all’Università di Modena.
L’unica cosa che, di fatto, veniva impedita a Montanari/Gatti era l’utilizzo privato dell’apparecchiatura.
In conclusione, questi sono i dati di fatto:
a) il dottor Montanari lamentò la sottrazione di un microscopio che inrealtà era ancora in uso a sua moglie per le proprie ricerche;
b) raccontò a Beppe Grillo la storia delle merendine inquinate epermise a Grillo di basare, su questa “scoperta”  che in realtà nonaveva alcun fondamento scientifico, una serie di spettacoli mirati allaraccolta di fondi per un nuovo microscopio;
c) a raccolta terminata e microscopio acquisito, negò la validità dellericerche sulle merendine attribuendo a Grillo la responsabilità di aver“capito male, perché non era uno scienziato”.
Mi risultano dunque questi  i motivi principali (ne esistono altriancora, ma non posso scrivere un libro e quindi mi limito a quelli piùgravi) per cui si interruppe il rapporto tra Beppe Grillo e StefanoMontanari, che oggi, in un’intervista rilasciata a Byoblu, si dichiaramolto stupito del fatto che la Onlus e lo stesso Grillo “non si fosseropiù fatti vedere”.
Forse  non c’era molto di cui stupirsi…
Si aggiunga che Stefano Montanari, in alcune occasioni, millantòpartecipazioni a progetti che in realtà non l’avevano affatto visto trai protagonisti.  Per esempio nella sua biografia su  “consulente delprogetto Nanopathology” della CE, circostanza smentita dall’ufficiostampa della stessa Comunità Europea, consultato da una docenteuniversitaria in chimica:
From:     “ALEXANDRESCU Laura” < Laura.ALEXANDRESCU@ec.europa.eu  >
To:      (il nome del richiedente è stato omesso per ovvi motivi di privacy)
Subject: RE: (Fwd) Re: DIPNA {REF RTD REG/G.4(2008)D/579365}]{REF RTD
REG/E.3(2008)D/593026} Date sent:            Wed, 3 Dec 2008 15:30:59 +0100

Il Dr Montanari non ha alcun titolo a vantarsi di aver partecipato ai 2 progetti finanziati…
Fin qui i fatti, comprovati, che ho potuto raccogliere sulla storia del primo microscopio.
Quanto al secondo microscopio, acquistato grazie alla raccolta di fondi fondata (mi si perdoni ilbisticcio) sull’equivoco si cui sopra, sarebbe rimasto probabilmente fuori dalla querelle tra Grillo e Montanari se solo i due scienziatiavessero prodotto le prove del suo utilizzo a scopo di ricerca.
Purtroppo, come si legge sul sito della Onlus: “comepiù volte sollecitato ai due dottori, rimaniamo in attesa di unareportistica sui risultati e sulle scoperte scientifiche – confermateda pubblicazione e da attestati della comunità scientifica – prodottiin questi tre anni di possesso del microscopio. Ciò crediamo siadoveroso nei confronti dei benefattori. E’ evidente che riferimenti aricerche e studi svolti prima dell’acquisto del microscopio in oggettonon sono inerenti a tale ripetuta richiesta, ma, anzi, possonorisultare fuorvianti”.
In realtà, anche nell’intervista concessa al Ponente, il dottorMontanari mi ha parlato di scoperte (”le nanoparticelle entrano nelnucleo della cellula”, “le nanoparticelle passano dalla madre al feto”)che in realtà appartengono ad un periodo precedente l’acquisizione delmicroscopio. A dire il vero esse venivano già citate dal professorRenzo Tomatis, (scomparso nel 2007)  in alcuni suoi studi. Ma senzavoler entrare nel merito di “chi ha scoperto cosa”,  visto che qui nonstiamo facendo discussioni scientifiche né accademiche, se ne deducecomunque che queste scoperte non sono dovute alla presenza delmicroscopio elettronico nella sede della Nanodiagnostics.
Non risultano, peraltro, pubblicazioni a nome Montanari e/oGatti relative agli ultimi tre anni, ovvero al periodo di permanenzadel microscopio presso il loro laboratorio.
Risulta invece  che il microscopio è stato utilizzato per analisiprivate a pagamento: lo si evince dai ricavi dichiarati, visto che lamission principale della Nanodiagnostics sono appunto le analisi apagamento.
Il dottor Montanari, a questo proposito, rifiuta l’accusa di utilizzo lucroso, ma dichiara, in un post sul suo blog:  “quelloche facciamo per poter sopravvivere è cercare di vendere qualcheanalisi ai privati che se lo possono permettere e per questo usiamoanche (non sempre) il microscopio che, in qualche modo, cerca dicontribuire al suo stesso mantenimento, visto che né lei né altri simuovono e tutto ci grava addosso“.
Queste spese di mantenimento del microscopio sono state indicate daMontanari in 90.000 euro/anno;  ma anche questo costo è stato smentitodalla ditta produttrice, che invece le ha quantificate in circa25/30.000 euro/anno.
Insomma:  soltanto la  mancanza di chiarezza sull’utilizzo del macchinario  – esoprattutto la mancanza di pubblicazioni relative alle ricerche svolteper mezzo di questo microscopio (e non di quello dell’Università diModena, pagato con fondi CE) -  hanno indotto la Onlus Carlo Bortolaniad affidarlo all’Università di Urbino.
Il resto sono opinioni, ipotesi, supposizioni.
Per esempio: può esistere una macchinazione o un complotto politico ai danni di Montanari?
Ma certo che sì!
E’ risaputo, e ne abbiamo chiari esempi anche nella nostra provincia,che chiunque lotti contri inquinamento, inceneritori e affini èsicuramente malvisto ed è spesso soggetto a pressioni, ricatti e altrepiacevolezze simili.
Nessuno si sogna di negare che cementificatori e “inceneritoristi”siano capaci di tutto e che spesso abbiano un potere politico edeconomico sufficiente a stroncare una carriera o a danneggiaregravemente chi lotta contro di loro.
Purtroppo, in questo caso, la mia personale impressione è che ipresunti nemici di Montanari non abbiano neppure avuto bisogno dientrare in azione, perché il dottore ha fatto tutto da solo.
Le dichiarazioni e controdichiarazioni,  l’indubbia strumentalizzazionedel caso-merendine e il fatto di avere evidentemente carpito la fiduciadi Beppe Grillo, per poi dissociarsene a risultato ottenuto,sicuramente gli  hanno alienato diverse simpatie, nonostante si tenda(la sottoscritta per prima) a tifare sempre di cuore  per chiunquesposi la causa ambientalista.
Tifare per chi lo fa in modo scorretto, però,  diventa più difficile; eanche ammettendo che il suo “non accorgersi che Beppe Grillo avevafrainteso”  fosse per una buona causa e che comunque il finegiustificasse i mezzi, almeno a mio avviso, non è esattamente l’esempiodi limpida correttezza professionale che ci si  aspetterebbe da cotantaicona della ricerca italiana.
Per questo ritengo, personalmente,  che il dottor Montanari abbiacommesso qualche errore di troppo e che questi errori giustifichino ladecisione di spostare il microscopio acquistato coi fondi dei cittadiniin altra sede.
Ancora oggi il dottor Montanari mi ha inviato alcune  e-mail,  una delle quali attacca l’Università di Urbino accusandola di “essersischierata in più occasioni a favore di soggetti privati ed iniziativedi carattere “imprenditoriale” di dubbia validità. Prova ne siano lerecenti consulenze dell’Istituto di Botanica dell’Università e delProf. Orazio Attanasi, in qualità di docente dell’Ateneo, a sostegnodella realizzazione della centrale termoelettrica a cosiddette biomassenel Comune di Orciano di Pesaro, un progetto ritenuto altamentepericoloso anche dall’IST – Istituto Nazionale per la Ricerca su Cancrodi Genova, chiamato a esprimersi da uno dei comuni interessati.”
Purtroppo, sempre dalle testimonianze in mio possesso, risulta che fulo stesso Montanari ad indicare l’Università di Urbino comedestinataria nominale del  microscopio.
Se sapeva che questo ente pubblico era complice degli inquinatori, per quale motivo l’ha scelto?
E se non lo sapeva, come può oggi accusare (più o meno velatamente) laBortolani Onlus di complicità occulte con un Ente che NON è statoscelto da loro?
Comunque,  personalmente inviterei i lettori a separare nettamente  ledue cose, anzi tre: la ricerca da una parte, la lotta control’inquinamento dall’altra, la figura del dottor Montanari da un’altraancora.
Se una qualsiasi di queste non risulta limpida come tutti vorremmo, nonè necessariamente valido l’assunto secondo cui non valgono nullaneanche le altre.
Non è così che funziona, e qualsiasi tentativo di virare questastoria a favore di inquinatori e inceneritori sarebbe unastrumentalizzazione inaccettabile.
La lotta contro l’inquinamento si basa su ricerche scientifichefondate, validissime, alcune delle quali  sicuramente attribuibilianche alla dottoressa Gatti, con la collaborazione del dottorMontanari: questo non va assolutamente messo in discussione.
Purtroppo sembra risultare che  il dottor Montanari, perseguendo ilnobile  scopo della ricerca – che personalmente voglio continuare a credere fondato su  puri ideali e non su speranze di  lucro personale –abbia  manipolato un po’ troppo persone, dati e fatti.
Quindi la mia, personalissima ed opinabilissima, opinione è che BeppeGrillo abbia avuto fondati motivi per allontanarsi da questa figura eche la Bortolani Onlus abbia altrettanto fondati motivi non per“rubargli” il microscopio, ma per collocarlo in una sede in cui possaessere utilizzato anche per altre ricerche e da altri scienziati, ingrado di garantire quei risultati scientifici e quelle pubblicazioniufficiali che fino ad oggi la Nanodiagnostics non ha prodotto, ma a cui i donatori hanno assolutamente diritto.
Il tutto consentendo ugualmente  a Montanari-Gatti di continuare a faruso del microscopio per le proprie ricerche, come risulta dall’atto didonazione.
Certo, non sarà comodo fare ogni volta 200 chilometri per utilizzarlo:su questo il dottor Montanari ha sicuramente ragione.  Però è anchevero che questo disagio appare come il risultato della sua scarsatrasparenza, e di questo non credo possa incolpare altri che se stesso.
Che poi qualche potere (politico od economico che sia) legato agliinceneritori possa far festa, è fuor di dubbio: ma  questa è laconseguenza,  mentre  non c’è alcuna prova che possa farlo ritenere  lacausa di quanto è successo.
Nota finale: ciò che ho pubblicato è il risultato di due  giorni di ricerche; ma non pretendo sicuramente, in due giorni, (per quantointensi)  di aver sciolto tutti i nodi che compongono questa intricatastoria.
Il dottor Montanari avrà ampio diritto di replica, così come lo avrannotutte le persone informate che vorranno partecipare alla discussione,portando possibilmente  fatti concreti: ma anche le semplici opinionisaranno bene accette.
Come si sarà notato, in questo mio “punto della situazione” manca latestimonianza diretta di uno dei principali interessati, e cioè BeppeGrillo. In realtà avevo cercato di contattarlo tramite il meetupsavonese; ma la sua decisione, comunicata dal suo assistente, è quelladi “nonrilasciare  interviste su questa faccenda per non alimentare ulteriori“rumors” fino a quando (a breve) farà un post su questo argomento“.
Ed  ovviamente – anche se un po’ a malincuore – non possiamo che rispettarla.

Vi ricorda QUALCUNO???





FONTE : http://fortezza87.blogspot.com

La scuola di chi non sà contare...

<object width="560" height="340"><param value="http://www.youtube.com/v/7LcutyGcRD8&hl=it&fs=1&" name="movie"/><param value="true" name="allowFullScreen"/><param value="always" name="allowscriptaccess"/><embed allowscriptaccess="always" width="560" src="http://www.youtube.com/v/7LcutyGcRD8&hl=it&fs=1&" allowfullscreen="true" height="340" type="application/x-shockwave-flash"></embed></object>Giorgio Stracquadanio, deputato PDL e consulente politico di Maria Stella Gelmini, viene intervistato da RaiNews24.
Giorgio Stracquadanio dice: «Fino all’anno scorso, dipendevano dal Ministero della Pubblica Istruzione 1 milione e 300 milapersone. Il piano di riduzione prevede che in 3 anni si passi a 1milione e duecentomila. Come si attua e perché si attua questariduzione? Uno, si attua perché essendoci meno studenti, occorrono meno insegnanti.»
Giorgio Stracquadanio dice che ci sono meno studenti. Ma è vero?  Ecco i dati per l’anno scolastico 2009/2010:
  1. Scuola materna: per la prima volta supereremo il milione di bambini. 28 mila in più dell’anno scorso. Una media di quasi 24 bambini per classe.
  2. Scuola media: da settembre ci saranno 18 mila studenti in più. Contestualmente, ci saranno ben 120 classi in meno.
  3. Scuola superiore: Dai 21,8 alunni per classe dello scorso anno, si passa a 22,1 alunni. Ci saranno classi con più di 30 alunni, esclusi uno o più eventuali alunni disabili.
  4. Disabili: sarà l’anno record per la presenza di alunni disabili: oltre 178 mila contro i 176.000 dell’anno scorso. Gli insegnanti di sostegno, tuttavia, restano invariati: 90.469.
Giorgio Stracquadanio dice: «Il giornalismo italiano è quello che questi numeri non dice.»
O è lui che questi numeri non li dà?
Giorgio Stracquadanio dice: «Quelloche deve essere chiaro a tutti è che la scuola ha smessodefinitivamente di essere un ammortizzatore sociale, quello per ilquale si va a scuola non perché si ha una vocazione a insegnare, si fa un concorso e lo si vince, ma per cui si cerca un posto qualunque e si spera in una sanatoria.»
Giorgio Stracquadanio dice che i precari non hanno vinto nessun concorso, e che scelgono la scuola come si sceglierebbe un posto qualunque. Ma è vero?
Nella scuola lavorano due tipologie di precari: quelli abilitati e quelli non abilitati. In entrambi i casi, sono inseriti in graduatorie stilate sulla
base di titoli posseduti e quindi di una professionalità ritenuta idonea al ruolo da ricoprire. I precari abilitati hanno sostenuto un concorso, e in alcuni casi anche un corso propedeutico della durata di 1 o 2 anni, per ottenere l’abilitazione, ossia quel titolo con validità ministerialeche permette di essere inseriti nelle graduatorie ad esaurimento. Iconcorsi e i corsi per accedere a tali graduatorie, stilate perassegnare contratti a tempo indeterminato e determinato nella scuola,sono stati organizzati dallo stesso Ministero dell’Istruzione,con la partecipazione delle università che hanno certificato conoscenzee competenze idonee per l’insegnamento di una precisa materia.
I precari abilitati hanno effettuato un lungo percorso verso il ruolo – l’assegnazione di una cattedra a tempo indeterminato.Hanno acquisito conoscenze e competenze specifiche, certificate, inanni di servizi svolti anche in scuole diverse, spesso non percependoche 10 mensilità annuali.
Giorgio Stracquadanio dice: «Ci dobbiamo interessare a lungo di una cena a cui partecipa il presidente del Consiglio.»
Una cena, caro Stracquadanio, cui parteciparono:
  1. Silvio Berlusconi (presidente del Consiglio);
  2. Angelino Alfano (Ministro della Giustizia);
  3. Niccolò Ghedini (avvocato di Berlusconi e parlamentare PDL)
  4. Carlo Vizzini (presidente commissione Affari Costituzionali al Senato della Repubblica)
  5. Luigi Mazzella (giudice della Corte Costituzionale)
  6. Paolo Maria Napolitano (giudice della Corte Costituzionale)
Il 6 ottobre 2009 la Consulta giudicherà sulla legittimità costituzionale del Lodo Alfano,che rende immuni le quattro più alte cariche dello stato dalla manodella giustizia. Il lodo Alfano porta il nome del commensale n°2; è stato scritto in toto, in parte, o con la fondamentale consulenza del commensale n°3; è già servito a salvare il commensale n°1 dal processo per corruzione sul caso Mills, e verrà votato dai commensali n°5 e n°6. Potrebbe essere stata l’ultima cena. L’ultima del nostro ordinamento democratico.
Giornalista: «Che cosa consiglia al professore qui presente (ndr: un insegnante precario di educazione fisica) che dopo 25 anni si trova a rischio di perdere il posto di lavoro?»
Giorgio Stracquadanio dice: «Ioin questo momento sono un deputato. Tra 4 anni potrei non esserlo più.Sono un giornalista e non ho nessun giornale che mi attende. Non honessuna aspettativa. Cosa mi consiglia lei di fare, nel caso in cui ionon venissi ricandidato, rieletto e perdessi il lavoro? Di darmi dafare a cercarne un altro. O sbaglio?»
Caro Giorgio Stracquadanio, …sbagli!
Fra 4 anni, al termine della legislatura, avrai la tua pensione da parlamentare.  Hai idea di quante famiglie di precari ci vivrebbero?


Fonte :  http://www.byoblu.com/post/2009/09/08/Giorgio-Stracquadanio-dice.aspx

FONTE : http://fortezza87.blogspot.com 

Servizio pubblico...

Report. Milena Gabanelli senza assistenza legale, gli avvocati si candidano

INFORMAZIONE, LIBERTA’ E TV. Report da quest’anno è priva della copertura legale della Rai: l’ufficio legale di Viale Mazzini non si occuperà più delle cause della trasmissione di Milena Gabanelli.



Una notizia che è stata lanciata qualche giorno fa dal Corriere della Sera e che ha fatto storcere qualche naso.

Come spesso ha raccontato la giornalista la trasmissione televisiva, che si distingue per la puntualità dei propri servizi e l'incisività, deve far fronte ogni anno a un elevato numero di querele. Fino ad oggi, però, in nessun caso la trasmissione ne ha persa una.

Allora perchè questa decisione di revocare l'assistenza legale?

In questo modo a far fronte alle spese processuali dovrebbero essere direttamente la Gabanelli e i suoi collaboratori (tutti esterni alla Rai e nessuno assunto dall'azienda).

Una mossa soft per portare alla chiusura uno dei programmi di inchiesta migliori degli ultimi anni?

E' insorto Lello Di Gioia Coordinatore Nazionale dell'Organizzazione del Partito Socialista e membro della Segreteria . «Privare la giornalista Milena Gabanelli ed il suo staff della copertura legale equivale ad una violenta interruzione delle trasmissioni per il programma di inchiesta Report».

Trasmissione spesso scomoda per molti, senza distinzioni in merito a colorazioni o simpatie politiche, ma assai utile per i cittadini onesti impegnati in politica o meno.

«A questa azione», ha annunciato Di Gioia, «che va ad alimentare il clima difficile e teso di questi mesi in merito alla libertà di informazione in Italia, rispondiamo con un appello agli avvocati affinchè si rendano disponibili ad un patrocinio gratuito in favore della Gabanelli ed il proprio Staff».

Sono già arrivate alcune adesioni da parte di avvocati indignati. Adesso Di Gioia aspetta altre candidature che possono manifestare la propria disponibilità scrivendo a: organizzazione@partitosocialista.it


Fonte:http://www.primadanoi.it/modules/news/article.php?storyid=4076


FONTE : http://fortezza87.blogspot.com 




CERCHI NEL GRANO

'arcinoto e affascinante fenomeno dei crop circles necessita ormai di ben poche introduzioni. Doveroso è comunque ricordare che la complessità e la bellezza dei pittogrammi sono andate via via incrementando in tutto il mondo, per giungere negli ultimi anni ad "opere" a dir poco strabilianti. Chi crede che simili geometrie (sacre o puramente simboliche), eseguite con precisione stupefacente nel rispetto di specifiche relazioni matematiche e della vita delle piante stesse, siano prodotte dall'uomo, è libero di farlo, ma deve anche chiedersi se tale convinzione deriva da lacune cognitive sul fenomeno o se è stata indotta dall'incalzante propaganda promossa dai media.
Difficile credere che, per così tanto tempo (Il primo fu trovato in Inghilterra nel 1678), alcuni buontemponi, per quanto possano essere superesperti e superattrezzati, impazzando tra le coltivazioni altrui, di notte e con strumentazioni a seguito, abbiano deciso di stupire il mondo con la loro "arte creativa", per giunta a proprie spese e nel totale anonimato (vedi il caso di Doug Bower e Dave Chorley). Difficile anche credere che non lascino mai tracce del loro passaggio, che realizzino i pittogrammi furtivamente e in pochi istanti a prescindere dalla complessità, e che riescano a modificare, per effetto di chissà quale diavoleria, le caratteristiche biochimiche di piante e terreni. Per non parlare delle alterazioni elettromagnetiche e delle particolari sedimentazioni interne ai disegni. Situazioni che nemmeno il più esperto circlemaker potrebbe ricreare.
Esistono molte prove convincenti sull'autenticità del fenomeno dei cerchi nel grano e altrettante sulla malafede dei disinformatori, i quali asseriscono le cose più strambe, come, ad esempio, che i cerchi sarebbero da attribuire alla diffusione di alcuni tipi di funghi o alle danze rituali di animali in fase di corteggiamento! Purtroppo, la maggior parte delle persone, di fronte a fatti apparentemente "inspiegabili", piuttosto che cogliere l'occasione per mettere in discussione le proprie convinzioni limitate e indagare più a fondo, preferisce abbandonarsi alla solita pigrizia mentale e bersi queste versioni, a mio avviso, sicuramente più incredibili di qualsiasi teoria a favore di intelligenze UFO.
Per chi volesse approfondire l'argomento invito a cercare in rete, il materiale è abbondante e si possono trovare informazioni utili già dai link di questo post. I ricercatori che si occupano del fenomeno sono soggetti competenti, decisamente aperti al confronto e, soprattutto, indipendenti da qualsiasi istituzione. Tra i più noti: Colin Andrews, Lucy Pringle, Paul Vigay, Michael Hesemann, il team BLT, Ed &amp; Kris Sherwood.
Ecco una breve rassegna dei più spettacolari di questa stagione in Inghilterra (da giugno ad agosto 2009):














Fonte : http://coscienzaevoluta.blogspot.com/2009/08/top-of-crops-2009.html


FONTE : http://fortezza87.blogspot.com 

Fertilizzante a costo 0 ! ! !






Il compost è il risultato della decomposizione e dell'umidificazione di un misto di materie organiche, come ad esempio residui di potatura, scarti di cucina,letame, liquame o i rifiuti del giardinaggio come foglie ed erba falciata.
Il compostaggio tecnicamente è un processo biologico aerobico e controllato dall'uomo che porta alla produzione di una miscela sostanze umificate (il compost) a partire da residui vegetali sia verdi che legnosi o anche animali mediante l'azione di batteri e funghi.
Il prodotto di tale processo può essere impiegato come fertilizzante di prati ma anche di terreni agricoli prima dell'aratura,questo migliora la struttura del suolo fornendogli elementi nutritivi come l' Azoto.

Elemento Titolo Azoto (N) 0,8 - 2,4
Fosforo (P2O5) 0,3 - 2,1
Potassio (K2O) 0,4 - 1,4
Calcio (CaO) 5 - 15
Magnesio (MgO) 0,8 - 2,2

In base alla composizione dei rifiuti utilizzati i valori potranno oscillare tra i due valori indicati.
Il compostaggio è fattibile quindi per ogni famiglia con un giardino o uno spazio da poter utilizzare come deposito della materia organica,utilizzando qualsiasi rifiuto organico prodotto dalla famiglia.

-Scarti di frutta e verdura(sono molto indicati e forniscono la base per un ottimo compost)
-Fiori recisi appassiti,radici e corteccia(se ci sono parti legnose bisogna sminuzzarle)
-Pane raffermo e gusci d'uova
-Fondi di caffè e filtri di thè
-Foglie, segatura e paglia(ottimo materiale secco)
-Erba
-Potature,rametti,trucioli
-Avanzi di pesce carne salumi e formaggi
-lettiere di cani e gatti
-Lana cotone
Questi sono i prodotti più adatti al trattamento,che utilizza gli organismi decompositori del terreno che necessitano di alcune accortezze. In effetti per vivere hanno bisogno di una serie condizioni facilmente ricreabili. Hanno bisogno di nutrienti equilibrati composti da un misto di materie carboniose (brune-dure-secche) e di materie azotate (verdi-molli-umide).Necessitano di umidità che proviene dalle materie azotate (umide) ed eventualmente dall'acqua piovana o apportata manualmente e naturalmente di aria che si infiltra attraverso la porosità prodotta dalla presenza delle sostanze carboniose strutturanti (dure).
Il composter è un contenitore che facilita l'areazione della materia organica,con capacità differenti(in base al fabbisogno famigliare) si trova in commercio ma è anche autocostruibile con legno di recupero. E' anche possibile effettuare il compostaggio in una buca o in un cumulo,con lo svantaggio che il processo sarà più lento.
Il materiale ottenuto in 3/4 mesi di compostaggio può essere usato come fertilizzante per l'orto o il giardino, infatti il terriccio reperibile in commercio è prodotto con un compostaggio industriale, con rivoltamento meccanico, ma i procedimenti ed i risultati sono equivalenti.
La diffusione del compostaggio domestico permette di ridurre in modo significativo peso e volume dei rifiuti solidi urbani che devono essere trasportati e smaltiti. In numerosi comuni italiani il compostaggio viene pertanto incentivato attraverso uno sconto sulla tassa sullo smaltimento dei rifiuti solidi urbani ai cittadini che lo praticano; alcuni comuni forniscono anche il composter o ne rimborsano l'acquisto.


FORTEZZA 87

Suina...ci vacciniamo?


Il 24 luglio l'Ansa pubblicava il pensiero del farmacologo Silvio Garattini, secondo cui la vaccinazione contro l'influenza A non sarebbe necessaria. E' passato un mese e mezzo e in Italia e nel mondo si continua a parlare di vaccinazioni di massa e scenari apocalittici. Abbiamo quindi deciso di proporvi questo articolo tutt'ora attuale.




ROMA - Lo dice senza mezzi termini il farmacologo Silvio Garattini: se il virus A/H1N1 della nuova influenza non muterà, acquisendo dunque una maggiore virulenza rispetto allo stato attuale, la vaccinazione di massa annunciata dal governo italiano e da quelli di molti altri paesi "non è necessaria". Una corsa al vaccino, quella determinatasi nelle ultime settimane - mentre i vari colossi farmaceutici impegnati nella produzione si preparano ad avviare la sperimentazione clinica sull'uomo da agosto - che Garattini considera quanto meno eccessiva. Tutto si basa, dice in una intervista all'ANSA, su "ipotesi, di cui non si sa se siano vere o meno".

Perplessità, dunque, sulla reale opportunità ed efficacia dei piani di vaccinazione di massa. Ma non solo. Dietro quella che l'esperto definisce, appunto, una "corsa", si cela altro. Si celano, afferma, enormi interessi economici. Ed anche questo Garattini lo dice in modo chiaro: "Al momento c'é, certamente, una grande pressione da parte delle industrie, che da tale corsa trarranno molte risorse economiche". Un'opinione fuori dal coro, quella del direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, che invita anche a un'ulteriore riflessione: l'attenzione è tutta sulla nuova influenza e "si dimenticano - denuncia - le altre tragedie sanitarie in atto" come l'Aids e la malaria.



- C'E' ALLARMISMO, QUESTO E' UN VIRUS MITE - Il virus A/H1N1, ha spiegato Garattini già nelle scorse settimane, "ha una virulenza mite. Bisogna informare, ma il pericolo - sostiene - é per quelli che vengono dalle zone colpite". Quanto ai farmaci antivirali da utilizzarsi in caso di contagio, come il Tamiflu, Garattini rileva che "in realtà l'attività del farmaco è poca. Nell'influenza normale si risparmia un giorno di malattia su cinque o sei. Però - avverte - ci sono effetti collaterali. Non è che si faccia un grande affare a prenderlo".

- SE VIRUS NON MUTA VACCINAZIONE DI MASSA NON SERVE - Se il virus A/H1N1 manterrà il livello di virulenza attuale con la bassa aggressività clinica sinora registrata, "non c'é la necessità di vaccinare tutta la popolazione" ma, afferma l'esperto, "sarebbe piuttosto opportuno valutare l'ipotesi di vaccinare solo gli operatori sanitari".

- L'OMBRA DEGLI INTERESSI DELLE AZIENDE - "Certamente - ha detto Garattini - c'é una grande pressione da parte dell'industria, che ne trarrà molte risorse economiche". Infatti, "solo fra alcuni mesi si potrà vedere se è veramente necessario questo quantitativo di vaccino in produzione oppure no. Ma se il virus rimane quello che è al momento, allora non ci sarà bisogno di vaccinazioni di massa".

- ANCHE SE VIRUS MUTASSE NON E' DETTO VACCINO FUNZIONI - Se invece il virus dovesse mutare, ha avvertito Garattini, "non è detto che il vaccino in produzione sia in grado di proteggere". Dunque, "realisticamente - ha commentato - quello che andrebbe fatto in questo momento è cercare di diminuire le possibilità di infezione, controllando le frontiere e invitando la gente ad evitare luoghi a rischio e affollati e ad adottare strette misure igieniche".

- SI DIMENTICANO TRAGEDIE VERE - Il punto, avverte, "é che si sta focalizzando l'attenzione solo sulla nuova influenza, dimenticando le altre emergenze sanitarie in atto, a partire dall'Aids". Al momento, ha concluso Garattini, "non siamo di fronte a un reale pericolo e il numero di contagio da virus A/H1N1 nel mondo, sebbene in crescita, resta comunque inferiore a quello relativo a una normale influenza stagionale".

Articolo di Manuela Correra, tratto dal sito dell'Ansa

FONTE : http://fortezza87.blogspot.com 

Termovalorizzatori o Inceneritori?




Gli inceneritori sono impianti utilizzati per l'incenerimento dei rifiuti mediante combustione ad alta temperatura che dà come prodotto di scarto polveri,cenere e un effluente gassoso. Il termine termovalorizzatori è stato aspramente criticato perchè può essere per alcuni fuorviante in quanto nelle moderne scuole di pensiero l'unico modo per valorizzare i rifiuti sarebbe quello di riciclarli creando da essi altri beni di consumo. In ambito europeo tale termine non è mai utilizzato in documenti ufficiali ma sostituito da “inceneritori”.
Le categorie di rifiuti inceneribili sono due:
-Rifiuti solidi urbani (RSU)
-Rifiuti speciali
ai quali si aggiungono i fanghi di depurazione,rifiuti medici e rifiuti dell'industria chimica.
I rifiuti sono poi selezionati scartando i materiali non combustibili come vetro,metalli,materiale inerte e parte umida.I rifiuti così trattati prendono il nome di ECOballe.

IN EUROPA

Nel 2002 esistevano 354 impianti di termovalorizzazione/incenerimento in 18 nazioni,in alcune situazioni sono addirittura inseriti in contesti urbani come Vienna,Parigi,Londra,Copenaghen. In Svizzera il 100% dei rifiuti sono inceneriti,in Danimarca il 50%,in Germania il 20%.Di contro altri paesi europei ne fanno un uso molto più limitato come la Spagna il 10%,Inghilterra solo il 5% e in Finlandia e Grecia lo 0%.Ora,dopo anni di sostegno all’incenerimento, e un’attenta verifica sui suoi effetti, si è scelto di cambiare direzione: i contributi sono stati diminuiti (in Inghilterra è meno della metà rispetto all’Italia) o, nella maggior parte dei casi, tolti; ma soprattutto nello stato preso per tanti anni come riferimento, la Danimarca, è stata introdotta una tassa sull’incenerimento, equiparandolo sostanzialmente alla discarica. Una motivazione è che si è constatato che il rendimento degli inceneritori è scarso, per cui il generico incenerimento dei rifiuti non può considerarsi una forma di recupero, ma semplicemente una forma di smaltimento. In oltre uno studio in Germania si è visto che, bruciando tutti i rifiuti di 1 milione di cittadini, si produce diossina quanto ne produce il traffico veicolare di 6 milioni, ma mentre non si può fare a meno della mobilità, e cambiare le modalità di trasporto richiede tempo, l’incenerimento ha da subito delle alternative.

IN ITALIA

In Italia Esistono o sono in via di attivazioni 51 inceneritori di cui 2 senza recupero di energia. Lo stabilimento di Brescia nonostante sia stato coinvolto per due volte in violazioni delle normative europee a causa delle emissioni di CIP6,è considerato dalla WTERT(un'associazione composta da industriali,tecnici e scienziati) come miglior impianto al mondo. Tuttavia, anche impianti ristrutturati ed "adeguati" di recente, presentano a volte emissioni fuori norma,nel 2008 l'inceneritore di Terni è stato messo sotto sequestro perché la società che gestisce l'impianto avrebbero nascosto le emissioni pesantemente fuori norma nei fumi e nelle acque,contenenti alte concentrazioni di diossina,cadmio e acido cloridrico. Sarebbero in oltre bruciati rifiuti radioattivi di origine ospedaliera e non solo. A Colleferro è stato posto sotto sequestro l'impianto, mentre l'impianto di Brindisi è stato chiuso in seguito ad un filone che vedeva oggetto di inchiesta la manomissione dei sistemi di controllo delle emissioni. Per lo stesso motivo è stato fermato l'inceneritore del Pollino a Pietrasanta.

Funzionamento di un inceneritore

Il funzionamento di un inceneritore a griglie può essere suddiviso 6 fasi:




  1. Arrivo dei rifiuti



    Provenienti dagli impianti di selezione del territorio (ma anche direttamente dalla raccolta del rifiuto indifferenziato), i rifiuti vengono stoccati in un'area dell'impianto dotata di sistemi di aspirazione, per evitare il disperdersi di cattivi odori. Mediante una gru, i rifiuti vengono depositati nel forno.



  2. Combustione



    Il forno è solitamente dotato di una o più griglie mobili per permettere il continuo movimento dei rifiuti durante la combustione. Una corrente d'aria forzata viene inserita nel forno per apportare la necessaria quantità di ossigeno che permetta la migliore combustione, mantenendo così molto alta la temperatura (fino a 1000° C e più). Per mantenere tali temperature, qualora il potere calorifico del combustibile sia troppo basso, talvolta viene immesso del gas metano.



  3. Produzione del vapore



    La forte emissione di calore prodotta dalla combustione di metano e rifiuti porta a vaporizzare l'acqua in circolazione nella caldaia posta a valle, per la produzione di vapore.



  4. Produzione di energia elettrica



    Il vapore generato mette in movimento una turbina che, accoppiata ad un motoriduttore ed alternatore, trasforma l'energia termica in energia elettrica.



  5. Estrazione delle ceneri



    Le componenti dei rifiuti non combustibili (circa il 10% del volume totale ed il 30% in peso, rispetto al rifiuto in ingresso) vengono raccolte in una vasca piena d'acqua posta a valle dell'ultima griglia. Le scorie, raffreddate in questo modo, sono quindi estratte e smaltite in discariche speciali, mentre le polveri fini (circa il 4% del peso del rifiuto in ingresso) intercettate dai sistemi di filtrazione sono normalmente classificate come rifiuti speciali. Entrambe vengono smaltite in discariche per rifiuti speciali; esistono esperienze di riuso delle ceneri pesanti.



  6. Trattamento dei fumi



    Dopo la combustione i fumi caldi passano in un sistema multi-stadio di filtraggio, per l'abbattimento del contenuto di agenti inquinanti sia chimici che solidi. Dopo il trattamento e il raffreddamento i fumi vengono rilasciati in atmosfera a circa 140° C.



Attualmente, nessun sistema di filtraggio oggi disponible sul mercato è in grado di trattenere le particelle inquinanti (particolato) con diametro inferiore ai 2,5 nanometri: è questo il principale problema di qualunque inceneritore, ed allo stesso tempo la causa di un inquinamento "sconosciuto" (i misuratori di particelle inquinanti arrivano a misurare solo diametri superiori), che desta allarme presso i cittadini e la comunità scientifica.

Questa è la situazione in generale,di seguito posterò altri articoli che completano e ampliano l'informazione.









FORTEZZA87

7 regole per creare meno rifiuti



1- Cercare di utilizzare prodotti alla spina,come latte, detersivi, cosmetici che nei grandi centri commerciali iniziano ad esserci.Si è calcolato che si potrebbe ridurre di 4,5 Kg di plastica e 7 Kg di Tetrapak a persona ogni anno.


2-Chiedere nei locali pubblici bevande alla spina in bicchieri di vetro

3-Leggere giornali via internet,che offrono anche una informazione più completa se sappiamo dove cercare.Si è stimato di poter risparmiare 70 Kg di carta l'anno a persona.

4-Utilizzare pannolini riutilizzabili,acquistabili in farmacia,che fà risparmiare denaro e una tonnellata di rifiuti nei primi 3 anni di vita del bambino.

5-Se si possiede un giardino,fare compostaggio domestico

6-Bere acqua del rubinetto che è molto controllata e contiene poco sodio soprattutto se si è in zone montane.

7-Impegnarsi nella raccolta differenziata e spingere le amministrazioni locali a instaurare il sistema di raccolta differenziata porta a porta.a San Francisco(800.000 abitanti) si è arrivati al 67% di rifiuti riciclati e ha come obbiettivo al 2020 di arrivare a rifiuti zero.Nelle Fiandre(Belgio) la media nazionale di rifiuti riciclati è del 70 %.







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Certificati antimafia, ditta abruzzese fuori dalla ricostruzione: è la Di Marco


L'AQUILA. E’ stato revocato il certificato antimafia alla società 'Impresa Di Marco Srl' con sede a Carsoli. L’ mprenditore abruzzese Dante Di Marco lo scorso giugno era stato al centro di polemiche per i suoi legami con alcuni ex soci di Vito Ciancimino. Stesso provvedimento per una seconda società campana.

La sospensione dai lavori è stata emessa dalla Prefettura dell'Aquila.
La notizia l'ha pubblica oggi il quotidiano La Repubblica e l’ha confermata poco fa il prefetto Franco Gabrielli.
La società, che era in attesa del certificato antimafia necessario per poter lavorare per la ricostruzione, si era aggiudicata (insieme ad un raggruppamento di impresa) nelle scorse settimane due appalti: uno da 128 mila euro e uno da 426 mila euro.
«Abbiamo ritenuto – ha spiegato oggi il prefetto- che vi siano indizi di possibili infiltrazioni con la criminalita' organizzata sicialiana».
«Si e' trattato di una misura preventiva e non giudiziaria - ha spiegato ancora- presa a ragion veduta e motivandola con elementi che ci sono stati forniti dalle forze dell'ordine impegnate nella verifica delle ditte impegnate nelle attivita' di ricostruzione post-terremoto».
Il provvedimento e' stato notificato alla Protezione civile, cioe' alla stazione appaltante per le valutazioni conclusive.
«Spero - ha aggiunto Gabrielli - che a fare le spese non siano i lavoratori che rappresentanto l'anello piu' debole».
Già a fine giugno il prefetto dell'Aquila aveva spiegato che i contratti con le società che stanno realizzando le casette antisismiche non erano ancora stati stipulati perchè il dipartimento della Protezione civile vuole che i contratti siano fatti in conformità alle linee-guida stabilite dal decreto del Governo.
«Qualora ci fossero delle situazione accertate di infiltrazioni», spiegò Gabrielli, «non saremmo neppure in presenza di una rescissione perchè il contratto formalmente non e' stato ancora sottoscritto perchè prima di stipularlo bisogna accertare se il soggetto e' in condizioni di poter essere considerato contraente».
Nel caso specifico aveva spiegato che era in corso un'istruttoria. Poi la novità di oggi: evidentemente l’istruttoria aveva dato esito negativo e adesso si aspettano dalla Prefettura dettagli sulla vicenda che non pare di certo di secondo piano e che confermerebbe i timori espressi da più parti.
Pur non essendo mai stata direttamente coinvolta in indagine antimafia la società di Di Marco avrebbe però legami con la Marsica Plastica Srl, di Carsoli.
Socio di questa società anche Achille Ricci arrestato a febbraio scorso a Tagliacozzo con l'accusa di reinvestire i soldi di don vito Ciancimino, storico sindaco di Palermo nel periodo del così detto “sacco della città”.
Di Marco sentito da Repubblica raccontò di aver presentato una regolare domanda per accreditarsi ai lavori di Bazzano.
Dei soci? «Quella gente io nemmeno la conoscevo, mi ci sono ritrovato in società così, per fare il mio lavoro di movimento terra».
Allo stato attuale ci sono due tipologie di controllo da parte della Prefettura: un controllo preventivo, informale con il quale il dipartimento della Protezione civile comunica i nominativi delle società e poi una volta che le società risultano aggiudicatarie dell'appalto formalmente si chiedono le informazioni antimafia.
Laddove si sia verificato anche dopo il rilascio della certificazione antimafia una situazione che abbia in qualche modo reso palese la possibilità di infiltrazione, si rescinde il contratto.


Fonte: Prima da noi


FONTE : http://fortezza87.blogspot.com 

Giappone: la nuova “first lady” dichiara di essere andata a bordo di un UFO


Sogno o realtà che sia è un fatto che lascia pensare e porsi tante domande. La notizia questa volta arriva dal Giappone ed è stata veicolata in primis dall’agenzia di stampa internazione “Reuters”. Secondo quando riporta il dispaccio stampa, la nuova “first lady” del futuro primo ministro, Yukio Hatoyama (guarda caso soprannominato ”l’alieno”) dichiara di essere andata a bordo di un UFO, destinazione pianeta Venere. Miyuki Hatoyama, questo il suo nome, ha fatto questa rivelazione in un libro pubblicato l’anno scorso. Dichiara che “mentre il suo corpo era addormentato, la sua anima è andata a bordo di un UFO triangolare ed è andata su Venere”. Dichiara inoltre che “il posto era molto bello ed era realmente di colore verde”.
La donna, 66enne, ha dichiarato ciò nel libro intitolato “Very Strange Things I’ve Encountered.” L’esperienza di IR4 sarebbe avvenuta circa 20 anni fa. Racconta inoltre che mentre si svegliò, disse subito al marito che era appena tornata da Venere, ma il marito, scettico, dichiarò che con ogni probabilità era solo un sogno. Il marito Yukio Hatoyama dovrebbe essere nominato nuovo premier il giorno 16 settembre 2009, dopo la vittoria schiacciante ottenuta con il suo Partito Liberale. La donna ha sognato oppure ha avuto per davvero una “alien abduction”?
Fonte:
http://centroufologicotaranto.wordpress.com/2009/09/03/giappone-la-nuova-first-lady-dichiara-di-essere-andata-a-bordo-di-un-ufo/


FONTE : http://fortezza87.blogspot.com

Frasi per la ricerca


CHI HA PAURA DELLA RICERCA SULLE NANOPATOLOGIE?
Ricevo e pubblico un'accorata lettera-articolo del Professor Stefano Montanari.


La storia del come c’impedirono l’uso del primo microscopio elettronico è stata raccontata un’infinità di volte, compresa quella, in dettaglio, del mio libro Il Girone delle Polveri Sottili. Quindi, non annoierò nessuno raccontandola di nuovo.

Il fatto è che, ad un certo punto della nostra ricerca sulle malattie da micro e nanopolveri – una scoperta tutta nostra e riconosciuta dalla Comunità Europea e dalle Nazioni Unite (FAO) – qualcuno si accorse che davamo troppo fastidio e cercò di fermarci. Anzi, cercò d’imbavagliarci, per usare le parole di Beppe Grillo che lanciò una raccolta di fondi per comprare un altro apparecchio.
Si cominciò a raccogliere denaro, io andavo in giro con Grillo a fare un pezzetto di spettacolo, tenevo conferenze - oltre 200 in un anno - e, insomma, nel giro di dodici mesi si racimolò il necessario.
Qui io commisi l’errore imperdonabile di lasciare che ad una signora di Reggio Emilia, tale Marina Bortolani, avvocatessa e presidentessa di una onlus molto personale, arrivasse il denaro donato e poi s’intestasse il microscopio. A me la cosa non interessava, perché dell’apparecchio mi serviva l’uso e non certo la proprietà. A raccolta in corso, m’insospettì il fatto che io non mi si lasciava accesso al conto bancario delle donazioni per controllarle e non mi fu concesso di entrare nel consiglio della onlus, ma ormai eravamo in ballo e, con l’impellenza di pagare quell’aggeggio, non si poteva fare gli schizzinosi.
Oggi, a sorpresa e tradendo chi aveva versato il suo soldino perché il microscopio finisse a mia moglie (la dott.ssa Antonietta Gatti, uno scienziato di livello mondiale) e a me, la signora Bortolani, senza nemmeno avvertirmi se non con una raccomandata a giochi ormai fatti e addirittura dopo un atto notarile, “dona” il nostro microscopio all’Università di Urbino, privandoci della possibilità di continuare la ricerca.
Mentendo pubblicamente, la signora in questione afferma che questa “donazione” così platealmente bizzarra, avvenuta dopo lunghissime trattative con Urbino condotte di nascosto come si conviene quando si fa qualcosa di non proprio onorevole, era nei nostri accordi, quando tutta la documentazione la smentisce e quando tutta la documentazione riporta con chiarezza che di quel microscopio possiamo disporre noi e nessun altro. La stessa signora afferma che il microscopio era sottoutilizzato da noi, quando, di fatto, lo usiamo per circa 8 ore ogni giorno e spesso anche di notte in modalità automatica. Afferma, mentendo e insultandoci ancora, che il microscopio noi lo usiamo “a scopo di lucro”, quando le entrate del laboratorio coprono una frazione minima delle spese di ricerca e nessuno, tanto meno la signora in questione, ci dà un aiuto. In modo a dir poco stravagante, la stessa rassicura tutti affermando che, comunque, noi potremo usare il microscopio “almeno un giorno la settimana” (a 230 km da casa nostra), quando la nostra ricerca lo richiede continuamente, quando ad Urbino non esiste nessun laboratorio attrezzato per le necessità di quella ricerca, quando non c’è un tecnico che sappia preparare i campioni da osservare e quando tutta l’Università di Urbino non ha pubblicato un singolo lavoro sulle nanopatologie, cioè l’argomento di ricerca per il quale sono stati chiesti soldi alla gente. Insomma, io ti chiedo del denaro per fare una cosa, tu il denaro lo dai e io faccio quello che mi salta in testa in quel momento, ma che non era ciò che ti avevo detto. Il vocabolario elenca una parola per un comportamento del genere e un’altra per chi così si comporta.
Tutta questa farsa, poi, inscenata da una persona che non è mai venuta a vedere che cosa facciamo, che non ci ha mai risposto al telefono o alle e-mail e che è di un’ignoranza assoluta per quanto riguarda qualsiasi argomento scientifico.
Perché questo sconcio? Beh, sopravvissuti alla sottrazione del primo microscopio non abbiamo imparato la lezione e continuiamo a dare fastidio, e imbavagliarci può fare comodo a qualcuno.
Perché diamo fastidio? Chi conosce le nostre ricerche e i nostri risultati, anche pratici, sugl’inceneritori e le centrali a biomassa sa di che cosa parlo. E così per le patologie dei militari ammalati da Sindrome del Golfo e dei Balcani. E così per le malformazioni fetali da inquinamento. E così per tante altre ricerche che hanno disturbato interessi tanto ricchi quanto poco onorevoli. E che dire degli alimenti e dei farmaci di cui continuiamo a scoprire magagne enormi e nascoste? Nessuna meraviglia, allora, che qualcuno si presti a toglierci dai piedi. In cambio di che, non saprei dire, ma credo di poter affermare che certe cose non si fanno per capriccio.
Ora noi stiamo cercando d’impedire questo “trasloco” che avrà, tra i mille effetti collaterali, anche quelli di non fare laureare i tre ragazzi che stanno preparando la tesi nel nostro laboratorio e d’impedire il completamento di un lavoro sull’inquinamento del latte materno e su certi tipi di malformazioni fetali. C’è davvero di che essere orgogliosi di averci bloccati.
Così non ci resta che chiedere l’aiuto di tutti coloro che un soldino l’hanno messo e di tutti coloro che il soldino non l’hanno messo ma, indipendentemente da ideologie, da simpatie o da altre considerazioni, si trovano d’accordo con Voltaire nel riconoscere il diritto a chiunque di perseguire le proprie convinzioni e la propria scienza.
Per favore, scrivete al dott. Enzo Fragapane, direttore amministrativo dell’Università di Urbino (diramm@uniurb.it) perché non accetti di prestarsi ad un’azione simile, e mettetevi in contatto con l’avvocato Alfonso Bonafede di Firenze (avvocatobonafede@gmail.com), comunicandogli i vostri dati personali e la vostra disponibilità ad unirvi all’azione che stiamo mettendo in atto.
Se il microscopio se ne andrà, la nostra ricerca morirà, e un pezzo di dignità di tutti sarà stato messo in vendita ed effettivamente venduto

Stefano Montanari
Direttore Scientifico Laboratorio Nanodiagnostics Modena



FONTE : http://fortezza87.blogspot.com

Qui Gatta Ci Cova...


Uno dei blog più in evidenza ultimamente,ByoBlu.it,redatto dall'attento Claudio Messora ha messo in risalto una vicenda riguardante una lodevole iniziativa patrocinata da Beppe Grillo,il quale si era impegnato in una ricerca di fondi per l'acquisto di un MICROSCOPIO ESEM A SCANSIONE AMBIENTALE per la ricerca di Antonietta Morena Gatti e il marito Stefano Montanari.I Quali hanno scoperto(ricerca originale italiana)le conseguenze dell'assunzione di Nanoparticelle di metalli pesanti.Ed hanno riconosciuto una serie di Nanopatologie.Ecco l'elenco sul blog di Grillo.

Dopo la raccolta fondi,gestita per la parte economica ( sono stati raccolti
378.000,00 Euro) dalla Onlus Carlo bortolani,che a seguito di un'accordo con gli stessi ricercatori hanno acquistato per conto dei donatori dell'iniziativa di Beppe Grillo il microscopio e poi ha concesso l'uso a Stefano Montanari e Nanodiagnostics Srl che è il centro di ricerca dello stesso ricercatore tramite un'ente pubblico quale il Centro di Geobiologia dell’Università degli Studi di Urbino(che recentemente ha cessato di esistere insieme ad altri centri).Nell' Aprile del 2007 il blog dell'Onlus pubblica un articolo sul successo della raccolta fondi conclusa nel Marzo 2006.

Ora la stessa Onlus ha donato il microscopio all'univesità da Urbino in accordo con Beppe Grillo garantendo l'utilizzo del microscopio da parte dei ricercatori della Nanodiagnostics Srl per "Almeno una volta alla settimana".Questa operazione è vista dai ricercatori come un'esproprio ingiusto che si contrappone all'accordo stipulato in precedenza.Da parte loro i ricercatori indicano anche come non raggiungibile facilmente l'attuale collocazione del microscopio(tre ore di macchina) e non sufficienti i giorni messi a disposizione dall'accordo(Stefano Montanari infatti nel video Pubblicato nel Blog Byoblu indica l'utilizzo del microscopio nell'ordine di 7-8 ore al giorno e saltuariamente l'intera giornata in automatico) che è stato stipulato senza coinvolgere minimamente i ricercatori impegnati nel progetto sulle nanopatologie.

La Onlus sempre sul loro Blog Pubblicano due articoli,uno che informa i visitatori di questa operazione e un'altro che detta alcune precisazioni nel quale ribadiscono l'accordo con Beppe Grillo e sulla correttezza giuridica di tale operazione che,secondo Associazione Carlo Bortolani Onlus servirà ad ampliare il progetto e assicurano l'utilizzo di tale strumento da parte di personale "qualificatissimo",dichiarazione che si contrappone alla denuncia di Stefano Montanari che imputa il futuro utilizzo da ricercatori senza esperienza sulle Nanoparticelle.Sempre in questo articolo si denuncia il mancato utilizzo da parte dei 2 ricercatori del microscopio imputando la mancanza di tempo a causa del lavoro part-time della Dott. Antonietta Gatti e all'impegno in politica del marito Stefano Montanari.Si cita inoltre la vera finalità della raccolta fondi,dicendo

" Resta inteso, coerentemente con la finalità della raccolta fondi, che tale strumento non poteva e non potrà essere utilizzato in alcun modo a scopo di lucro da parte di singoli o di società.

non specificando la finalità di tale precisazione (consentiteci) ambigua e tendenzioza.

Dove sta la verità?

E' sicuramente una strana storia.L'impegno e la sicura autorevolezza in ambito scientifico dei ricercatori che rimangono un punto di riferimento per la nanoricerca di taratura mondiale,il loro libro è contenuto nelle biblioteche delle università di tutto il mondo ed è considerato il primo resoconto delle ricerche in tal senso,ha garantito la promessa e la solidarietà di altre organizzazioni internazionali alla loro ricerca e l'impegno di far in modo che le loro ricerche non rimarranno incompiute.



La dottoressa Antonietta GATTI è stata in precedenza anche a capo di progetti Europei in collaborazione con Università di tutto il mondo,è stata un membro della commissione scientifica dei dispositivi medici europea nel 2000 a Bruxelles.Si è interessata dell'impatto degli inceneritori e della pericolosità dei fumi testandola scientificamente,oltre a
numerose partecipazioni a moltissime conferenze scientifiche e a numerosissime ricerche ancora in corso in collaborazione con università più autorevoli nell'mondo scientifico\accademico.

Il dotore Stefano MONTANARI tra le molte attività
è insegnante a vari corsi di aggiornamento medico e tecnico sulle nanopatologie è anche stato Autore di numerosi articoli scientifici sulle nanopatologie e coautore di un volume pubblicato negli USA (“Handbook of Nanostructured Biomaterials and Their Applications in Nanobiotechnology” a cura di H.S. Nalwa, pubblicato da American Scientific Publishers) nel 2006. Autore con A.M. Gatti del libro “Nanopathology ” nel 2007.Nel 2008 dà origine, in collaborazione con il senatore Fenando Rossi, alla lista civica nazionale "per il bene comune", della quale è candidato per la carica a capo di governo.Sono stati girati 2 film\documentari(Checosamanca e Sporchi da morire) sulla sua sua ricerca sulle nanopatologie dove interpreta sè stesso,uno nel 2006 a seguito del suo libro Nanopathology e l'altro nel 2009 in concomitanza con l'uscita del suo libro "Il futuro bruciato.







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